Genovese di adozione, Carlo Parri nasce a Torrita di Siena il 2 giugno 1897 da padre mugnaio della Gora (fosso a Cornio). Trasferitosi all'età di 11 anni con tutta la famiglia a Genova, rimase sempre legato al suo paese natale tanto che dopo il 1946 era solito trascorrervi gran parte delle sue vacanze.
E' parte viva ed integrativa di quel primo Novecento pittorico nostrale, la cui storia non è ancora stata composta organicamente e capillarmente malgrado i notevoli contributi - purtroppo frammentari - del Grosso, del Cappellini, del Riva, del Balestreri, di Giacomo Migene e di quelli della rivista cittadina - Voce di Genova - e della nuova enciclopedia artistica A. M. Comanducci.
Sull'infido e pur avvincente sentiero dell'arte, Carlo Parri mosse i primi passi studiando all'Accademia di Francia, in Roma, e perfezionandosi presso l'Accademia Linguistica di Belle Arti, in Genova, seguendo particolarmente i corsi del pittore e scultore Mario Agrifoglio.
Il suo esordio artistico si collega alla LXIX Esposizione della Società di Belle Arti in Genova.
Ha realizzato mostre personali a Genova, Milano e Savona. A Genova ha fatto parte del movimento di libera iniziativa delle arti del "Gruppo della Casana", mentre a Milano esponeva periodicamente alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente.
La sua produzione artistica assomma a più di 500 quadri.
Alla ricerca di un nuova e più difficile percorso pittorico, Carlo Parri si avvicina ad una reazionaria espressività surreale - quasi un neo-espressionismo - dove la forma è costruita nella esuberante pasta cromatica ed il chiaroscuro è realizzato col forte contrasto dei rapporti. E' certamente questa la pittura a lui più congeniale attraverso la quale ha la possibilità di trasferire sulle tele e sulle tavole, l'esuberanza della sua natura e la volitività del suo carattere.
Abile ritrattista, diventò un fine disegnatore del corpo umano, specialmente ed ovviamente del corpo femminile. Per alcuni suoi nudi ottenne critiche severe: esempio è il non troppo tenero giudizio dello Zanzi che rilevava, nell'ormai lontano 1949, "rosee insistenze coralline di una piacevolezza mondana ed illustrativa". In altri dipinti le forme femminili esprimono, indipendentemente dal pulsare della vita, avvenenza formativa e calmo abbandono.
Nel giugno del 1969 gli fu diagnosticato un male incurabile che nel settembre successivo lo condusse alla morte. In quel periodo, in piena consapevolezza, fece testamento donando la sua produzione ed i suoi immobili, per il legame sempre vivo, al Comune di Torrita di Siena ed al locale Ospedale Maestri.

Molte delle opere vendute a gallerie, colezionisti e privati sono servite per finanziare i lavori di restauro dell'Ospedale Maestri, conformemente alla volontà del pittore. Ggran parte della sua collezione si può ancora ammirare nelle stanze del Palazzo Comunale di Torrita di Siena.



Carlo Parri ritrasse più volte la sua modella preferita, Corinna Grisolia da lui descritta "Le forme del suo corpo erano perfette, il suo sguardo aveva un'espressione angelica come non avevo mai veduto in un'altra donna".
La stessa opinione deve averla avuta il gioielliere genovese Clemente Mazzarello, che aveva conosciuto la sua futura moglie in una "casa d'appuntamenti" a Genova.
Se ne invaghì, voleva redimerla e tollerava incredibili maltrattamenti. Finchè il 17 febbraio 1944 Corinna uccise con 43 coltellate il gioielliere e, simulando un'aggressione a scopo di rapina, si fece trovare legata ed imbavagliata.
Il pittore fu chiamato a testimoniare sulla vita della modella nel processo che iniziò il 10 marzo 1949.
Il settimanale OMNIBUS diede ampio risalto al fatto di cronaca nera.


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